Storia del Santuario

Scopri la storia affascinante del Santuario di Santa Maria delle Grazie a Rimini.

Esplora le radici profonde e le tradizioni che rendono il Santuario un luogo di fede e cultura, narrando il suo significato spirituale attraverso i secoli.

Memorie di carta delle Grazie

La giornata è uggiosa e non invita certo a d uscire. La nebbiolina, forse di una nuvola assai bassa, avvolge silenziosamente i cipressi ricoprendoli di una rugiada che spesso si confonde con pioggia. La prima messa del mattino è già stata celebrata e la chiesa ora è vuota ma nello stesso tempo in attesa di qualche fedele che in cerca di pace e silenzio verrà a pregare. Con questo tempo non so davvero se qualcuno salirà al santuario. Girovago tra le cappelle laterali fermando mi a guardare particolari ancora mai notati, guardo gli affreschi e il solenne soffitto a carena di nave. Tocco le colonne, cammino sulle tavole del coro che scricchiolano sotto i miei passi, annuso quel sottile odore di incenso che ancora avvolge la chiesa. Nella mia mente cerco di immaginare coloro che prima di me qui sono passati, immagino le persone, le preghiere, la bellezza impressa negli arredi la storia che come unica costante in questo luogo ha avuto la trasmissione della fede. Mi incuriosisco, vorrei entrare in una improvvisata macchina del tempo per ripercorrere più di settecento anni di storia ma non ho mezzi e capacità per costruire questo bizzarro mezzo non ancora inventato. Tuttavia non mi do per vinto. Non voglio costruire in maniera fallimentare ciò che potrebbe rivoluzionare scienza e tecnica. Salgo le scale del convento che mi portano, attraverso una piccola porta di ferro, ad una stanza pressoché inaccessibile perché custodita, come una matriosca, da altre stanze e piccoli corridoi. Una stanza tanto interna ma che è cuore pulsante e luogo della memoria fissata su carta di questo luogo. Stanza che ha sempre suscitato la curiosità di ogni persona perché qui la sapienza riposta in attesa di essere risvegliata da chi la vuole incontrare. E’ la biblioteca del convento. Cammino tra gli scaffali dove l’odore della antica carta spinge la ricerca: guardo, cerco, ascolto il silenzio delle parole scritte, prendo libri e con cura li riposiziono al loro posto. Ad un certo punto il titolo di un libro, che assomiglia molto più ad un abbondante quaderno cattura la curiosità. Un titolo già conosciuto quando ero parroco a Tavoleto. Anche lì in archivio un libro dalle sembianze di quaderno si chiamava allo stesso modo: Il Campione. Apro subito facendo scorrere con le dita le antiche pagine. Sono sorpreso perché ha le stesse caratteristiche: scritto a mano, sembra più un registro, date che fissano su carta la memoria di luoghi e persone quando ancora non esisteva la fotografia. A fianco a questo testo un libro di P. Gregorio Giovanardi che ritrascrisse mettendo schematicamente in ordine la storia di questo santuario. Leggere quelle date e quanto successo mette in moto nella mia mente la macchina bizzarra che mi riporta indietro di quasi settecento anni. Su questa macchina della memoria vorrei far salire anche te, caro lettore, per conoscere e rivivere le vicissitudini di questo luogo. Anche se schematicamente entriamo in questa storia lo spazio di questo articolo non sarà sufficiente. Per cui verrà diviso in tre momenti diversi. Mi auguro, anche se sarà in diverse uscite, che questo semplice viaggio nella memoria del Santuario delle Grazie possa entusiasmarti come ha fatto con me. Iniziamo:

1286: L’episodio del pastore Rustico.

1290: «Il cavaliere Nicolò Belmonte delle Caminate sopra Forlì qui costruisce una cappella con immagine della B. V. delle Grazie per ricordo stabile del fatto di Rustico».

1389: «Il nobile Lodovico di Rinaldo Belmonte Ricciardelli discendente da Nicolò dottore in legge, scrive al R.mo P. Ministro generale dei Frati Minori Enrico Alfero (o Alfieri) di Asti, che rispose da Genova approvando qui la erezione di chiesa e convento per 6 o 8 religiosi».

1391, aprile: «Lodovico Belmonte Ricciardelli comincia l’erezione di una chiesa e di un piccolo convento».

 1394, 12 agosto: «Lodovico Belmonte ottiene una bolla dal Papa Bonifacio IX con la quale si approva la fabbrica della chiesa, del convento e del cimitero».

1395: «Lodovico Belmonte offre questa chiesa e convento delle Grazie ai Frati Minori di S. Francesco nella città di Rimini».

1396: «Ultimati i lavori, i Padri Conventuali di Rimini, durante il loro Capitolo generale tenuto in S. Francesco, accettano la chiesa e il convento delle Grazie»

1398: «Viene inaugurato il soffitto della chiesa (allora con un’unica navata, l’attuale destra); è di legno a cassettoni e a forma di carena decorato da pittore ignoto; è stato trasportato alla navata sini­stra l’anno 1790».

1430, 1 ottobre: «Da Mons. Fr. Girolamo Savio Leonardi, Agostiniano, Vescovo di Rimini e da Mons. Giovanni Secchiani, dei Frati Minori, Vescovo di Montefeltro è consacrata la chiesa, l’attuale navata destra. Alle spese concorse anche Galeotto Roberto Malatesta Signore di Rimini, e fervente terziario francescano, figlio di Pandolfo».

1433: «Fu dipinto da scuola giottesca un crocifisso su tavola a fondo d’oro, con figure ai lati; opera pregevole che si tiene abitualmente sull’altare maggiore della navata destra».

1569: «I frati ingrandiscono la chiesa (navata destra) aggiungendo la cappella maggiore (presbiterio attuale) e il coro gotico rettangolare».

1569, 11giugno: «Giacoma Nicola da Talamello (Urbino), Ved. di Membrini Giovanni da Gemmano (Rimini), fa un lascito per erigere una cappella a onore del SS.mo Crocifisso».

1571, 10 maggio: «Francesca Fagnani, moglie di Valerio Tingoli lascia 100 scudi di paoli per erigere una Cappella in onore di S. Antonio di Padova».

1578: «La magnifica comunità di Rimini dette scudi 25 d’oro per la fabrica di detta chiesa, et il Sig. Pier Maria Tingoli dette altri scudi 25 d’oro per la istessa opra; elli “dedicò la Cappella della Madonna, e poi divote persone dettero quasi tutto per amor di Dio”. Quindi il soffitto che vi è presentemente, rimontan­do a epoca anteriore, doveva certamente essere nella navata destra, dalla quale vi fu trasportato. La cappella della Madonna allora doveva arrivare soltanto dove ora è la prima finestra a sinistra, come apparisce dai fregi esterni in giro sotto i tetti».

1578: «Comincia la cappella del Crocifisso, nella navata sinistra, vicino all’alta­re della B. V.».

1578: «E’ eretta la cappella di S. Antonio di Padova (altare medio laterale nella navata sinistra)».

Alla fine del 1578 la chiesa del Santuario delle Grazie inizia a prendere la sua forma più o meno attuale. La primitiva chiesa è stata ampliata quasi del doppio attraverso l’edificazione di un aggiuntivo corpo e delle cappelle laterali. Anche se dentro i due volumi fanno pensare facilmente a due chiese affiancate e comunicanti attraverso delle arcate, da fuori la struttura ha la forma di un’unica ed ampia chiesa per accogliere ci vi sale per pregare e trovare pace. Ora però riprendiamo il nostro viaggio nel tempo lì dove lo avevamo interrotto, augurandomi che la curiosità sia ancora viva.

1580: «E costruita la facciata attuale della chiesa che comprende le due navate.

1584: «Sono terminati i lavori della cap­pella del Crocifisso».

1598: «Papa Clemente Vili, andando a Ferrara, visto il Covignano, meravigliato, lo chiamò Paradiso terrestre. Epiteto rimasto anche oggi alla parte più alta, sopra S. Maria in Scolca (attuale parroc­chia di S. Fortunato)».

1600: «Il pittore Giovanni Battista Laurentini, detto Farrigoni, dipinge il quadro della Natività, posto sulla porta che dalla chiesa porta al chiostro (navata destra)».

1602: «E stato costruito un organo nuovo dal fabbricatore Sormani Giovanni Battista riminese; messo sulla porta mag­giore della navata destra con cantoria ed orchestra».

1602: «E ultimata la pittura ed ancona dell’altare maggiore e coro, a spese della contessa Giulia Albicini Bandi».

1606: «La contessa Giulia Albicini Bandi, fece “adhornare la Cappella Maggiore di Ancona et pitture come manifestamente appare ad honore di Dio et per manteni­mento del SS.mo Sacramento in detta Cappella et sopra il detto Altare”. Così attesta il Guardiano di allora P. Tommaso di Imola, in data dell’11 aprile 1606.

Nel secolo XVIII, essendo stata rifatta la cappella maggiore col coro, quel­le pitture andarono perdute.

1610: «E pitturata la navata sinistra con miracoli e grazie della B. V. tratti dal libro di Don Silvano Razzi edito a Venezia nel 1606».

1610: «E cominciata la costruzione della Cappella della B. V. nella navata di sini­stra, con offerte del riminese Cardinale Michelangelo Tonti Vescovo di Cesena; il suo stemma, due spade sormontate da una stella con putti alla circonferenza, si vede ancora in affresco nel primo chiostro vici­no alla portineria».

1619: «Lo stesso Cardinale Michelangelo Tonti riminese offre nobile corona d’ar­gento da porre sul capo della nostra B. V. Annunziata; anche l’angelo ha in capo una corona d’argento».

1620: «Sono terminati i lavori alla cappel­la della Beata Vergine, che allora arrivava fino all’attuale busto di Alvarado, con pit­ture delle grazie e miracoli descritti dal D. Silvano Razzi».

1623: «È cominciato il restauro della navata sinistra e l’ampliamento della cap­pella della B. V. con altare di legno, a spese dei fratelli riminesi Pavoni Mons. Pietro (già segretario di Paolo V e di Gregorio XV), e di Mons. Cipriano Pavoni Vescovo di Rimini (dall’armo 1619 al 1627). Il loro stemma si vede sull’arco del presbiterio della B. Vergine nella nava­ta sinistra»).

1626: «Mons. Pietro Pavoni dona alla B. Vergine una lampada d’argento con iscri­zione».

1631, 18 maggio: «Domenica IV dopo pasqua, terminati i lavori cominciati nel 1623, furono inaugurati con feste gran­diose. In fondo alla nuova cappella della navata sinistra fu collocata l’immagine della B. Vergine di scuola giottesca (fino allora era stata sull’altare maggiore della navata destra». In una nota viene affermato: «Si suppone che a quegli anni rimonti il trasferimento dalla navata destra alla navata sinistra dell’antico sof­fitto di legno a cassettoni, tuttora conser­vato».

1632: In questo anno viene edificato l’ar­co trionfale, come risulta dalla data leggi­bile al centro dell’arco stesso.

1633: Vengono realizzati gli affreschi del presbiterio come risulta dalla data leggibi­le nel primo affresco di destra.

1661: «Il guardiano P. Alessandro da Faenza fece ornare la cappella di S. Antonio con statua e pittura; il tutto costò ducatoni 200».

1664: «Dal Guardiano P. Alessandro da Faenza furono fatte erigere e compire le altre due cappelle coll’ornamento, per la spesa di scudi 63 e poi questi ornamen­ti cioè l’ancona e l’altare furono fatti indo­rare per la spesa di scudi 120».

1691: «Sono costruiti i paliotti di scagliola (di scuola carpigiana) a tutti gli altari».

1692: «E stata provvista una statua di stucco ad onore di S. Antonio di Padova ed è cominciata la sua festa annuale solen­ne in giugno».

1719: «È di nuovo indorato a spese del Rev.mo Canonico D. Cristoforo Fabbri il tabernacolo dell’altare maggiore con gradini, candelieri, portiere; l’artista è Gaudenzo Mangarelli».

1741: «Muore qui il nobile Alvarado Giovanni Antonio spagnolo, cavaliere di S. Giacomo, segretario per l’Italia di Carlo VI imperatore e piissimo terziario; costruì il palazzo dentro la nostra clausura (di fronte alla chiesa) che abitò per 20 anni; benemerito di questa chiesa; i Padri di questo convento gli dedicarono busto e lapide nel presbiterio della B. V.».

1757, 13 dicembre: «È costruito qui il nuovo organo dal prete dalmata Nachini D. Pietro, in sostituzione di quello di Sorniani. Si tratta dell’opera 328 del Nachini che fabbricò anche l’organo dei Frati Minori a Montemaggio».

1790: «La navata destra dal primitivo stile gotico fu ridotta in stile barocco (set­tecentesco). L’antico soffitto di legno a forma di carena fu rimosso e trasportato alla navata sinistra. L’attuale soffitto della navata destra è fatto a centine e cannarelli». «In quell’occasione certa­mente vennero alzati gli archi delle colon­ne che dividono la nave destra dalla sini­stra, restando così mozzate le decorazioni e pitture settecentesche adiacenti della navata sinistra».

1792: «Fu ridotto a forma attuale l’altare maggiore, il presbiterio e il coro per lesioni causate dal terremoto del 1786; con il restauro generale si perdettero affreschi e pitture antiche».

1792: «E stato allungato il coro di 2 metri e 80 centimetri, dietro l’altare maggiore, terminandolo in forma esagonale, mentre era rettangolare».

1792: «E stata dipinta la tenda ed ancona dell’altare di S. Antonio di Padova, opera del pittore Alessandro Bornaccini, su dise­gno del suo maestro Giuseppe Brancaleoni Soleri».

1806, 13 settembre: «Fu chiuso il conven­to per speciale soppressione ordinata da Napoleone (la soppressione generale venne nel 1810). I Frati di qui si ritiraro­no a S. Bernardino in Rimini, venendo però quassù per funzionare questo Santuario. Rimase su come custode solo il laico professo Fr. Vincenzo di Rimini con abito religioso. Soppressione durata fino all’anno 1840».

1829: Sono state fuse a Bologna, dalla Ditta Brighenti, le due campane mezzane, che battono le ore e i quarti sulla torre del campanile.
1841: I frati, costretti a abbandonare il santuario nel 1806, vi ritornano stabilmente; in questo frattempo hanno fatto un servizio sporadico i frati di S. Bernardino.
1841: Sono provvisti cancelli di ferro all’altare maggiore e della B. V. a spese di vari benefattori, specialmente dell’Ingegnere Carlo Santucci.
1850: È rimodernata la cappella della B. Vergine ridotta alla forma attuale.
1862: Incominciano i lavori in scagliola all’altare della B. Vergine per opera del professore
Girolamo Marzocchi di Bologna, su disegno del R. P. Luigi Regazzi di Ferrara. L’altare antico era di legno e marmo.
1863: Sono terminati i lavori dell’altare della B. Vergine in scagliola, con gradini di marmo.
1863: É stato consacrato il nuovo altare della B. Vergine (navata sinistra).
1864: È rifatta la balaustrata di ferro alla cappella della B. Vergine e all’altare maggiore, costruite ambedue a Bologna.
1864, 4 aprile, giorno di Pasqua: Sono solennemente inaugurati i lavori all’altare della B. Vergine.
1866: Con legge del 7 luglio furono soppressi tutti gli Ordini religiosi, e quindi i Frati di questo convento furono costretti a ritornarsene alle proprie case. Rimasero qui il P. Filippo Prati e il P. Mansueto Giannoni con alcuni laici a custodia del Santuario.
1871: Vari proprietari rivendicano la proprietà della chiesa delle Grazie passata al Demanio dopo la soppressione del 1866.
1873: I proprietari cedono ai Frati la chiesa e il convento delle Grazie: i religiosi accettano tutto.
1873: Tornano i Frati, riscattano dai condomini parte del convento e della chiesa e li restaurano.
1885: E ’ completato il concerto di 4 campane dalla ditta Brighenti di Bologna.
1886: Viene ritoccato il campanile; in origine la sommità del nostro campanile era adorna di merli (guelfi) o lisci, come l’attuale restaurato palazzo municipale di Rimini. Si tolsero i merli
sostituendoli con un cupolino ottagonale.
1889: È fatto un nuovo pavimento alla chiesa con mattonelle di cemento; furono tolte varie lapidi sepolcrali senza lasciarne segnale.
1896: Fu restaurato l’organo del Nachini da parte dell’organaro Giulianelli di ontecolombo.
1919: Viene posta una chiave di ferro alla cupola della B. Vergine lesionata dal terremoto del 1916.
1920, 26 agosto: Il pittore Pietra di Bologna giudica che l’immagine dell’Annunziata sia della finedel 1300 oppure del principio del 1400.


1928: Il Prof. Ravaioli di Rimini restaura il quadro della B. V..
1931, 12 gennaio: Incominciano i lavori per il restauro delle tre cappelle della chiesa.
1935, 16 marzo: Iniziano i lavori per fare il tetto del coro della Madonna delle Grazie; viene
sostituto anche un trave di cipresso che si era spezzato.
1938: E stato restaurato l’organo da Fr. Davide di Maciano.
1940, 22 giugno: L’amministrazione delle Belle Arti ha portato qui alle Grazie nel coro dietro la B. Vergine, tutti i tesori della Pinacoteca civica di Rimini: Crocifisso del 1300; la pietà del Giambellini, i quadri del Ghirlandaio e il quadro del martirio di S. Giuliano del Veronese, i
Crocifissi giotteschi del Duomo e di S. Agostino, il ricco medagliere, gli incunaboli preziosi della biblioteca Gambalunghiana di Rimini, stampe antiche. E’ stata murata l’entrata esterna e il locale munito di apparecchio elettrico.
1942 e 1943: Per interessamento della soprintendenza di Ravenna e del comune di Rimini viene consolidato il soffitto e il tetto della chiesa.
1943, 24 luglio: Terminano i lavori nel nostro Santuario con nuove tinte della chiesa di stile
barocco. 1944, 18 aprile: Il Vice commissario di Rimini con un autotreno è venuto a prendere tutti i tesori di Rimini depositati nel coro della B. V. delle Grazie sino dal 1940, per portarli in luogo più sicuro a Verucchio.
1944, 10 luglio: Dopo l’ufficiatura del mattutino, il P. Gabriele Vannini Guardiano del convento, ha benedetto solennemente la nuova immagine della B. V. delle Grazie; quadro ben eseguito dall’ egregio Dott. Ing. Arch. Addo Cupi, una vera bella copia del quadro antico dell’Annunciata portato per sicurezza presso il Dott. Alessandro Tosi a Ponte di Verucchio.
1944, 5 settembre: Vi sono al mattino 4 incursioni e 5 nel pomeriggio. Tra ieri e oggi si calcolano a 10 le bombe cadute sulla chiesa e sul convento. I danni sono gravissimi e irreparabili. La situazione di quel momento viene così descritta dal P. Giovanardi: «La navata della B. Vergine venne colpita da varie granate. Il quadro originale della B. V. messo da tempo al sicuro, venne sostituto da una copia, che fu poi colpita, leggermente però, da due schegge. Molti “ex voto” appesi all’altare della Vergine andarono distrutti, come pure una parte del soffitto artistico».
1945, marzo – aprile: Sono state chiuse con un muro le tre arcate che dividevano le due navate, si è rifatto parte del soffitto sopra l’altare della Madonna con molte altre riparazioni ai muri esterni ed alle tre cappelle.
1947, 1 agosto: Sono iniziati in chiesa i lavori di restauro e abbellimento della Cupola e dell’abside della Madonna. Lo scultore Morri ha rifatto alcune teste di angeli che spiccano in lunette alla base della graziosa cupoletta.
1953, 30 marzo: E venuto il Soprintendente delle Belle Arti di Bologna accompagnato dalla Prof. Ravaioli di Rimini. Ha dato uno sguardo alle pitture della chiesa che hanno bisogno di essere
fermate.
1954, 28 gennaio: Si annuncia la decisione di iniziare i lavori di ricostruzione della chiesa.
1954, 10 maggio: Incominciano i lavori di ricostruzione della chiesa; dopo lo sgombro dei rottami, viene iniziata la ricostruzione di quella di destra; in agosto viene coperta ma non è utilizzabile.
1954, 29 ottobre: Il Prof. Raffaldini, restauratore di affreschi delle belle arti di Bologna, è venuto a restaurare i quadri sopra il presbiterio della Madonna. E’ stata trovata la data di esecuzione: 1633. Ma è incerto l’autore.
1955, 25 febbraio: A Forlì si discute la possibilità di accomodare il soffitto quattrocentesco. Non essendo possibile ora l’intervento del governo, si consiglia di inoltrare la domanda e di fare noi i lavori che verranno pagati in seguito; vi è un notevole interesse delle autorità civili e viene decisa la ricostruzione.
1955, maggio: Furono restaurati gli affreschi nella volta del presbiterio della cappella della
Madonna.
1956, 25 giugno: Viene da Ravenna un geometra per disporre un sollecito inizio dei lavori di
ripristino del soffitto carenato della navata della Madonna. La Soprintendenza cura il lavoro di consolidamento della parte mancante, parte rimasta e la ricostruzione esclusa la parte pittorica.
1956, 20 luglio: Il Signor Arcangeli ha iniziato i lavori per il ripristino del soffitto nella navata della Madonna. Speriamo di finire i lavori prima dell’Assunta. Sono già in stato avanzato e come era nostro desiderio dopo il restauro del soffitto ligneo si dà mano alla ricostruzione delle volte nelle tre cappelle laterali.
1956, 15 agosto: Festa dell’Assunta. Si inaugurano i lavori fatti in chiesa e cioè: il consolidamentodel soffitto ligneo rimasto; la costruzione ex novo della parte mancante per conto della Soprintendenza per interessamento del Ministero delle Pubblica Istruzione; il rifacimento delle volte alle tre cappelle laterali al corpo delle chiesa; la decorazione della parte nuova del soffitto su imitazione della parte antica; la pulitura delle pitture e consolidamento delle parti pericolanti; le finestre in ferro sulla facciata e negli ovali delle cappelle con relativi vetri; impianto elettrico interno in tutta la chiesa. Ora manca il pavimento e per questo si decide di iniziare una sottoscrizione; in seguito verranno i banchi.
1957, 30 aprile: Si è lavorato attivamente nel mese corrente per collocare gli stalli del vecchio coro nell’abside della Madonna. Lavoro difficile di adattamento, fatto con pazienza dal falegname Ettore Angelini di S. Fortunato. Resta ancora molto da fare, restaurando le parti mancanti.
1957, 24 dicembre: Il portichetto davanti alla chiesa è quasi finito. Demolito completamente il vecchio, è stato ricostruito identico con mattoni vecchi in parte provenienti da Villa Tosi
1958, 27 marzo: Finalmente il vecchio coro di noce è stato montato al completo con rifacimento delle parti mancanti e lucidatura.
1958, 20 giugno: Inizio della pavimentazione della chiesa di destra con mattonelle di rosso Verona.
1958, 25 giugno: Sono state aperte le tre arcate murate provvisoriamente dopo la guerra; così le due navate sono divenute comunicanti.
Qui finisce la cronostoria del Santuario scritta sul Campione. Dal 1958 inizia la storia ormai ai più nota fino ad oggi.

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Esplora la storia affascinante del Santuario

Scopri le origini, le trasformazioni e il significato spirituale di questo luogo di culto a Rimini.

Fondazione

Il Santuario di Santa Maria delle Grazie fu fondato nel XV secolo, diventando presto un punto di riferimento religioso.

Ampliamento

Nel corso dei secoli, il Santuario è stato ampliato con nuove cappelle e decorazioni artistiche di pregio.

Riconoscimento

Nel XVIII secolo, il Santuario ha ottenuto riconoscimenti ecclesiastici per la sua importanza spirituale.

Conservazione

Oggi il Santuario è oggetto di restauri volti a preservarne la storia e il valore culturale.

Storia e tradizioni del Santuario

Esplora le origini e gli eventi che hanno segnato la storia del Santuario di Santa Maria delle Grazie, un simbolo di fede per Rimini.

Il Santuario nasce nel XVI secolo come luogo di pellegrinaggio dedicato alla Vergine Maria.

Fondazione storica

Origini e primi sviluppi

Nel corso dei secoli, il Santuario ha subito varie trasformazioni, riflettendo l’evoluzione artistica e spirituale della comunità.

Eventi significativi

Momenti chiave nella storia del Santuario

Nel 1780, fu inaugurata una nuova ala dedicata alle celebrazioni religiose, arricchendo il complesso architettonico.

Patrimonio culturale

Importanza religiosa e artistica