La Via Crucis

L’ Antica Via Crucis del Santuario di Santa Maria delle Grazie.

Scopri il cammino sacro della Via Crucis.

Camminando per i grandi corridoi del Santuario, entrando nelle varie stanze che si affacciano sul pozzo del cinquecentesco chiostro, attraversando la penombra della biblioteca con i suoi odori di antichi libri o aprendo le ante di qualche armadietto oltre che le mensole delle varie scansie è facile imbattersi negli scritti di Padre Gianbattista Montorsi: per tanti anni Padre superiore del Santuario e che tantissimi riminesi ricordano con affetto.

Tra le tante cartelle fotocopiate e i diversi libri che ha pubblicato ha conquistato la mia curiosità uno scritto sulla monumentale via Crucis delle Grazie dove si sostiene che quella di Covignano sia tra le più antiche via crucis.

Si ritiene abitualmente che il pio esercizio della Via Crucis sia stato iniziato da S. Leonardo, nato a Porto Maurizio il 20 dicembre 1676 e morto a Roma il 26 novembre 1751, frate minore riformato francescano, proclamato Santo da Pio IX nel 1867. In effetti il Santo, secondo la tradizione, ha eretto più di seicento Via Crucis durante le sue missioni al popolo, e nel 1750, alla presenza di Papa Benedetto XIV, la eresse al Colosseo, trasformando una cava di travertino in luogo sacro, sal­vando così il grande monumento romano.

Possiamo senza nessun dubbio affermare che S. Leonardo ha avuto grande importanza nella diffu­sione popolare della Via Crucis.

Nel 1731 ottenne che venisse praticata anche nelle chiese non francescane; definì, con l’autorità del Papa, che fossero fissati quattordici momenti della passione di Cristo, nelle varie stazioni.

Prima dell’avvento di San Leonardo, il pio esercizio non era regolato da norme precise; per esempio, la Via Crucis che si può ammirare anche ai nostri giorni nel convento dei Frati minori della periferia di Cracovia, eretta alla fine del 1600, prevede ventisei stazioni e si snoda per 7 Km. Anche la Via Crucis del Covignano prevedeva sette stazioni nell’anno della sua fondazione.

Leggendo le cronache del convento delle Grazie, si ha notizia, ed è certamen­te motivo di stupore, che nel 1508, furono erette sul colle le prime sette celle della Via Crucis con altret­tante croci di legno dipin­te senza cancelli.

Nel 1608 il Padre Tommaso Baldelli, superiore del con­vento, eresse le prime otto cappelle, grandi come le attuali, in parte dipinte; le altre sei erano indicate con semplici croci di legno. Il Padre Fernando da Bologna, cronista della Provincia religiosa, nelle note pubblicate nel 1717, scriveva: “Fu il primo che introdusse in que­sta Provincia di Bologna il nobile e devotissimo eserci­zio della Via Crucis, e la piantò la prima volta nel Convento di Santa Maria delle Grazie e dopo, in altri luoghi“.

Sempre dalla cronaca del convento veniamo a sapere che nel 1690 viene acciottolato il viale della Via Crucis; nel 1695 furono ritoccati i dipinti delle 8 celle; nel 1745 fu eretta una grande croce di legno all’inizio del viale con la spesa di trentacinque scudi e nel 1750 il Padre Lorenzo da Bologna eresse le altre 6 cappelle grandi come le prime. L’ultima fu addossata al muro di cinta di fronte alla strada per la Scolca. Il plasticatore bolognese Carlo Sarti, detto Rodolone, famoso a Rimini per le sue scul­ture in varie chiese, le arricchì con grandi bassorilievi in cotto della grandezza di m. 1,60 x 1,20 che illustrava­no il soggetto delle varie stazioni.

Anche alle Grazie si sentì l’influsso di S. Leonardo, ma solo nell’adattamento di quanto esisteva da quasi due secoli e mezzo. Parrebbe di ritenere che nel 1690 non vi fossero altre Via Crucis in Emilia Romagna: Rimini ospiterebbe la più antica Via Crucis.

Sul colle continua l’antica tradizione di fare la Via Crucis, ogni venerdì di Quaresima. Ci si trova attorno alla grande croce alle ore 16,15 e si sale al santuario meditando la passione di Cristo.